Il problema non è che non sappiamo cosa fare.
Il problema è che molto spesso lo sappiamo benissimo.
Solo che è scomodo.
Cambiare vuol dire lasciare qualcosa che conosciamo.
Anche quando è brutto.
Anche quando è noioso.
Anche quando è faticoso.
E spostarsi verso qualcosa che non conosciamo.
E lì non servono tanto le istruzioni giuste.
Serve, più che altro, un filo di coraggio.
Ricordo ancora quando, in fase di cambio lavoro, qualcuno mi disse che ero stata coraggiosa.
Mi aveva colpito, perché non era una dote che io riconoscevo a me stessa.
Non mi sentivo coraggiosa.
Per me era semplicemente una scelta.
Anzi, a dirla tutta, era l’unica scelta possibile.
Il disagio che provavo nella situazione precedente era talmente forte
da rendere quella decisione inevitabile.
Non la vedevo come un atto di coraggio.
La vedevo come una necessità.
Eppure, parlando con tante persone, mi rendo conto che non è sempre così.
Per molti, quella stessa situazione rappresenta comunque una sicurezza.
Anche quando non funziona più.
Anche quando pesa.
Anche quando, magari, il corpo inizia a mandare segnali chiari.
Non parlo solo di stanchezza o stress.
Parlo di quella sensazione sottile che qualcosa non torna.
Che qualcosa andrebbe cambiato.
E non si tratta di cambiare alimentazione o iniziare ad andare in palestra.
Si tratta, a volte, di cambiare le fonti di stress.
Le fonti di negatività.
Tutto quello che arriva da fuori e che, giorno dopo giorno, ci consuma.
Ma questo tipo di cambiamento è scomodo.
Perché richiede di lasciare qualcosa che conosciamo,
anche se non ci fa stare bene.
E finché non siamo pronti a farlo,
continuiamo a restare.
Non perché non sappiamo cosa fare.
Ma perché, in fondo, lo sappiamo.
E non ci piace.
E tu?
C’è una decisione che sai già di dover prendere… ma stai rimandando?
