Quante possibilità ci precludiamo da soli, prima ancora di guardare il listino prezzi?
Domenica ero in giro per Venezia con un’amica. Era ora di pranzo e lei si è fermata davanti a un ristorante.
«Secondo me potremmo andare qui. Possiamo scegliere se stare dentro, con l’aria condizionata, oppure fuori, se la terrazza è all’ombra».
Abbiamo guardato il menu e i prezzi erano assolutamente ragionevoli, in linea con quello che normalmente spendiamo per un pranzo al ristorante.
Se fossi stata da sola, probabilmente non avrei nemmeno controllato.
Io, buona veneta cresciuta con l’idea che a Venezia si va con il panino portato da casa perché “è tutto carissimo”, davanti a una terrazza affacciata sul Canal Grande avrei pensato automaticamente: troppo costoso.
E invece non lo era.
Così, mentre mi godevo il mio pranzo con vista sul Canal Grande, mi sono fatta una domanda.

Quante volte rinunciamo a qualcosa perché abbiamo deciso in anticipo che è troppo costoso, troppo difficile, troppo faticoso o semplicemente fuori dalla nostra portata?
Non perché abbiamo verificato e poi scelto consapevolmente di dire di no.
Ma perché una convinzione che ci portiamo dietro da chissà quanto tempo ha già deciso per noi, prima ancora che ci prendessimo la briga di guardare il listino prezzi.
Mi sono resa conto che ci sono tante cose che non facciamo semplicemente perché crediamo di non poterle fare.
Perché sono troppo costose. Perché sono troppo difficili. Perché, in qualche modo, abbiamo deciso che non fanno per noi.
Difficile può essere viaggiare da soli. O entrare in un ristorante e pranzare da soli.
Troppo costoso può essere un ristorante con una bella vista, un volo in business o una categoria di albergo superiore a quella che scegliamo abitualmente.
Ma abbiamo mai verificato se è davvero così?
Magari scopriamo che quel ristorante costa esattamente quanto gli altri.
O che scegliere un albergo migliore ci permette di dormire meglio, goderci di più il viaggio e magari desiderare di restare persino un giorno in meno.
Non sto dicendo che possiamo permetterci tutto, né che tutto sia facile.
Sto dicendo che, qualche volta, decidiamo che qualcosa è troppo costoso o troppo difficile prima ancora di aver guardato il prezzo, fatto un tentativo o cercato un’alternativa.
E così quello che ci limita non è il nostro conto in banca, né la difficoltà reale di quello che vorremmo fare.
È una convinzione che non abbiamo mai verificato.
Forse essere davvero liberi significa anche questo: concedersi la possibilità di verificare, prima di decidere.
Guardare il prezzo. Informarsi. Provare. E poi scegliere consapevolmente se quella cosa vale, per noi, il denaro, il tempo o la fatica che richiede.
Perché l’autonomia finanziaria non è soltanto sapere a cosa dobbiamo dire di no.
È anche sapere a cosa possiamo permetterci di dire di sì.