All’inizio di quest’anno, dopo un volo arrivato con parecchie ore di ritardo, sono andata a controllare le assicurazioni che avrebbero potuto coprirmi.
Per quel viaggio ne avevo due: quella compresa nella carta di credito con cui avevo acquistato il biglietto e quella che avevo aggiunto al momento della prenotazione del volo.
La seconda mi era costata una decina di euro. Niente di particolarmente significativo.
Andando a rileggere entrambe le polizze, però, ho scoperto che quella da dieci euro copriva molto meno di quella che avevo già compresa nella carta di credito.
Nel mio caso non avrei comunque ricevuto alcun rimborso: il ritardo non rientrava nelle condizioni previste.
Ma mi è rimasta una domanda, forse più interessante del rimborso mancato:
perché avevo comprato una seconda assicurazione senza verificare bene quella che avevo già?
Non sono particolarmente distratta su questi temi: conosco abbastanza bene i servizi compresi nella mia carta di credito, ne utilizzo diversi e so che hanno un valore economico. Quando valuto quanto mi costa la carta, considero anche il valore dei servizi che utilizzo.
Eppure sono riuscita lo stesso a pagare per una copertura peggiore di una che avevo già.

Quante volte ci capita?
Quante volte non sappiamo nemmeno che cosa abbiamo a disposizione perché non abbiamo mai guardato davvero che cosa comprende un prodotto o un servizio che utilizziamo?
Tempo fa, mentre aspettavo un treno, mi sono messa a curiosare tra i servizi disponibili nell’app di un supermercato che uso abitualmente.
Ho scoperto alcune agevolazioni che potevano essermi utili. Niente che cambiasse la vita, ma era qualcosa che mi interessava e che avevo già a disposizione. Perché non usarlo?
Siamo molto bravi a valutare quello che stiamo per comprare. Molto meno a valutare quello che abbiamo già comprato.
E se il prezzo rimanesse visibile?
Quando compriamo qualcosa, il prezzo è evidente.
Quando invece un servizio è compreso in un pacchetto o in un abbonamento che abbiamo già pagato, il suo prezzo scompare.
Pensiamo alla palestra: quando paghiamo l’abbonamento sappiamo quanto costa. Qualche mese dopo, però, decidere di non andarci quella sera sembra non costarci nulla. Abbiamo già pagato.
Ma se quel prezzo continuasse a essere visibile?
Se ogni volta che decidiamo di non utilizzare qualcosa che abbiamo già pagato potessimo vedere ancora accanto il suo valore, forse lo tratteremmo diversamente.
La stagione del nuovo
L’autunno mi sembra il momento perfetto per farsi questa domanda.
È la stagione delle ripartenze. Ci iscriviamo in palestra, ricominciano i corsi, scegliamo nuove attività e arrivano proposte di formazione di ogni genere.
E la tentazione del nuovo è forte.
Lo so bene perché sono la prima a cascarci: vedo un corso interessante e penso che potrei comprarlo, dimenticando per un attimo quanti corsi altrettanto interessanti ho già acquistato e non ho ancora finito.
Il nuovo corso ha un prezzo davanti.
Quello che ho già comprato, invece, sembra non costare più niente.
E forse questo è un buon momento per fare un piccolo inventario prima di aggiungere qualcos’altro.
Che cosa ho già?
Che cosa comprende davvero ciò per cui sto già pagando?
Che cosa potrebbe essermi utile e sto lasciando inutilizzato?
E che cosa sto per comprare senza accorgermi che, in qualche forma, ce l’ho già?
Non significa che dobbiamo utilizzare tutto soltanto perché l’abbiamo pagato. Possiamo scoprire che qualcosa non ci interessa o non ci serve più.
Ma possiamo almeno renderlo di nuovo visibile e decidere.
E se dopo aver fatto questo inventario vogliamo ancora quel nuovo corso, quella nuova attività o quel nuovo servizio, benissimo.
Perché forse il punto non è semplicemente spendere meno.
È dare più valore ai soldi che abbiamo già speso.